Audio e video

Video&audio

    • podcast#21 Ivo De Palma legge Francesco Maria Terzago.
      Che cosa accomuna Toki, di “Ken il Guerriero”, Akira; “Gaio Maito” di Naruto; Pegasus, de “I cavalieri dello zodiaco”, He-Man e molte altri personaggi di serie animate con cui sono cresciuto?
      Una voce, quella di Ivo De Palma. E che cosa accomuna questa voce inconfondibile a me – e alla poesia?
      Un progetto che mi ha dato un’emozione incredibile, quasi impossibile da rappresentare; quello che vede questo grande doppiatore, per il podcast di Niedern Gasse, leggere uno dei miei testi. [Abbiamo già percorso settanta chilometri] parla di robot e del futuro che verrà, versi tratti dalla silloge recentemente pubblicata su Nazione Indiana. Nella stessa meravigliosa antologia troverete i componimenti di: Giuliano Mesa, Mariangela Guatteri, Michele Zaffarano, solo per citare alcuni degli ultimi, solo per prendere alcuni autori alla rinfusa. Così, il mio suggerimento, è quello di esplorare l’intera collezione che è fantastica.Voglio ringraziare di cuore Paola Silvia Dolci per questo invito; stamattina, ricevendo il messaggio in cui mi segnalava che il materiale era andato online, mi sono letteralmente commosso.
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    • Vuoto d’aria – il testo è stato pubblicato su Nuovi Argomenti, titolo: “Cina” e fa parte di Caratteri; lo si può ascoltare in “Casa dentro” EP, progetto dei Mitilanti e Mascis dedicato al tema del viaggio.

Presentazioni e conferenze

Progetti video

    • IPERFESTIVAL, nel cotesto del Festival delle Periferie, nato per dare voce ai territori senza voce (ma con tante cose da dire!). INWARD Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana presenta Periscopio. Avvistamenti di arte urbana a intero giro di orizzonte. INWARD ha chiamato a raccolta decine e decine tra artisti ed operatori culturali italiani che si occupano di arte urbana, a riflettere, discutere e commentare in brevi pillole video il senso di un’espressione artistica apparentemente inscindibile dai territori, dalle città, dalle periferie.
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    • Non c’è più degenza Ogni ripresa è stata eseguita in provincia della Spezia, nelle zone interne, quelle distanti dai luoghi di interesse turistico; distanti dalle Cinque Terre, da Porto Venere, nelle aree marginali. Un entroterra segnato dall’abbandono dove sono frequenti le fortificazioni in pietra risalenti all’Ottocento, così le fabbriche chiuse o agonizzanti; i rimessaggi per barche, piccoli appezzamenti agricoli, cave di ghiaia, canneti, topinambur. Paludi e stagni che rendono la bocca del fiume Magra malinconica come una pellicola di Tarr. Sono questi panorami di confine, tra la Liguria e la Toscana, i panorami ai quali numerosi poeti del Novecento hanno dedicato i loro versi, Montale, Giudici, D’Annunzio, Carver e molti altri. “Non c’è più degenza”, diretto da Nicolò Puppo e Francesco Terzago, mostra la provincia spezzina in modo inconsueto, escludendo le Cinque Terre, gli scorci marini, Porto Venere e la Palmaria. Le cartoline patinate delle Cinque Terre sono sostituite da visioni intimistiche e che si articolano nel nostro entroterra. Protagonista è l’abbandono e la natura pioniera, capace di riconquistare gli spazi che l’uomo non frequenta più né mantiene.
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