Laboratori

A scuola

Nella mia città, La Spezia, a partire dal 2016, ho avuto molte occasioni di passare del tempo nelle scuole. Ho speso decine di pomeriggi con ragazzi e ragazze, soprattutto degli istituti tecnici. Partendo dalle loro esperienze, dai loro interessi, ho spiegato che cosa oggi significhi scrivere, narrare – e quali tecniche sarebbe meglio conoscere se si vuole cercare di comunicare bene: scrivere una lettera, un racconto, una poesia, una canzone.

Delta del Fiume delle perle. I luoghi dove insegnavo lingua e cultura italiana. Xiaozhou 2011.

Ho promosso l’attività del leggere, il che significa non solo il medium libro ma una riflessione sulla parola scritta che ci circonda e gli usi che ne facciamo; dai siti internet, alle app, ai videogiochi. Così, in qualità di esperto per il PON, ho dedicato molte ore a mostrare i ferri del mestiere e, ho fatto in modo che fossero gli stessi studenti a capire come sia per loro possibile impiegarli, nella vita di tutti i giorni: per interpretare il mondo che li circonda e per esprimersi.

Inoltre, sempre in questo lasso di tempo sono stato ospite di scuole secondarie di secondo grado per parlare di poesia, di performance, di creatività urbana (street art e poesia di strada). Per esempio:

  • 1 marzo 2019, Istituto Lorenzo Federici, Via dell’Albarotto, 21, Trescore Balneario, Bergamo. Grazie all’invito di Agostino Cornali una lettura, e alcune riflessioni sulle tecniche di scrittura.
  • 15 16 17 settembre 2017, tavole rotonde e conferenze; Festival internazionale della poesia di strada di San Donato Milanese, Milano.

Con gli adulti

Nel 2013 torno, dopo quasi dieci anni, a vivere in Liguria, sul Golfo dei Poeti, e lo faccio dalla Cina, dopo un breve periodo a Padova. Così, nel 2015 nascono i Mitilanti e, a partire dal 2016, organizzo – insieme a loro, in particolare a Filippo Lubrano, dei corsi di scrittura della durata di un anno. Per meglio dire, palestre. Uso palestra perché identifico con questo termine un luogo di confronto, un luogo dove la presenza di ogni persona dà un contributo, questo contributo aiuta tutti a crescere – (il fatto di aver praticato per alcuni anni Aikido potrebbe aver determinato questa mia visione).

Grazie all’esperienza delle palestre ho maturato l’idea di proporre, sul nostro territorio, dei seminari. Per ora sono stati due, della durata di un fine settimana ciascuno, e che hanno condotto nella mia provincia alcuni tra i principali esperti di tecniche di scrittura del nostro paese:

  • 2018, Walter Siti, La scrittura creativa e i suoi esercizi con l’autore di Bruciare tutto e Resistere non serve a niente entrambi pubblicati con Rizzoli.
  • 2019, Giulio Mozzi, ideatore della Bottega di Narrazione, Come prepararsi alla stesura di un racconto o di un romanzo e come sopravvivere a una simile impresa.
Durante il seminario di Giulio Mozzi. The Poet Hotel, La Spezia, 2019.

All’Estero

Sono stato lettore di lingua italiana, in Cina. Aiutavo chi aveva il desiderio di imparare l’italiano. Di solito persone interessate a trasferirsi nel nostro paese. Chi si sarebbe iscritto in una delle nostre Accademie di Belle Arti, chi al Conservatorio, chi avrebbe raggiunto uno dei nostri atenei per un progetto di scambio culturale e/o di ricerca. Ho fatto questo per due anni, tra 2011 e 2013. Potevo avere a che fare con intere classi o con una manciata di ragazze.

Ho ricevuto un solo richiamo, fino ad adesso, nel campo delle mie esperienze professionali, ed è accaduto in Cina. Il problema fu questo: in alcune lezioni tenute per il programma Marco Polo/Turandot utilizzai dei brani che non erano stati preventivamente approvati dalla censura (il materiale didattico, in quel paese, doveva esserlo sempre). Erano tratti d libri italiani; qualcosa di poesia, qualcosa di De Mauro. E poi La Treccani e Wikipedia.

Dalla terrazza della School of Arts, Guangzhou, 2012.

Comunque, come fanno molti connazionali quando si trovano all’estero per dei soggiorni di scambio, ho anche insegnato privatamente. Ho insegnato a persone di ogni età, con esigenze e aspirazioni di tutti i tipi; per qualche mese sono stato un aio. Senza dubbio un aio che non aveva alcuna somiglianza con quello che Alfieri descrive nella sua Vita – almeno, io, ero giovane.

Nello stesso periodo ho rappresentato ufficialmente la Dante per l’area del Guangdong. La Dante è un ente morale fondato nel 1889 “da un gruppo di intellettuali guidati da Carducci” con il fine di “ravvivare i legami dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore per la cultura, la civiltà e la lingua italiana”.

Confesso che insegnare non è mai stato il mio sogno, forse perché, da studente, il mio rendimento non è mai stato invidiabile; mi distraevo molto, mi rifugiavo nella mia fantasia. Forse perché, con il tempo, ho capito che un ruolo simile è estremamente complesso ed è su questa attività, spesso sottovalutata in termini importanza, se non proprio bistrattata, che si edifica il futuro della nostra società.

Back To Top